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venerdì, 18 maggio 2007


Ciò che rende appassionante una melodia sono gli intervalli tra una nota e l'altra.

Allo stesso modo mi prendo una pausa che porterà a nuove
edificanti
PROGressioni...
postato da: Bayreuth alle ore 14:05 | link | commenti (5)
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giovedì, 26 aprile 2007

Prog fest verona
http://www.clubilgiardino.org/programma_prog.htm
postato da: Bayreuth alle ore 13:24 | link | commenti (11)
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venerdì, 13 aprile 2007


biglietto per l

Biglietto per l’inferno – Biglietto per l’inferno 1974

 

01. Ansia 04:16; 02. Confessione 06:32; 03. Una strana regina 06:11; 04. Il nevare 04:36; 05. L'amico suicida 13:20; 06. Confessione (strumentale) 03:32

 

Claudio Canali: voce, flauto, flicorno
Marco Mainetti: chitarra
Giuseppe "Baffo" Banfi: organo, moog
Giuseppe “Pilly” Cossa: piano, organo
Fausto Branchini: basso
Mauro Gnecchi: batteria

 

Certi gruppi hanno lasciato una traccia invisibile della propria esistenza negli anni ’70, ma solo decenni più tardi è stato possibile apprezzarne l’importanza. Altri invece sono stati riconosciuti sin dalla genesi ed acclamati in giusta proporzione al proprio valore.
I Biglietto per l’inferno sono uno di questi. Pur non riuscendo a paragonare le vendite dei dischi con quelle dei nomi più blasonati, l’omonimo album, composto dal 1972 ma pubblicato nel ’74, è stato già al tempo riconosciuto come uno dei più importanti del progressive italiano.
Formati dalla fusione delle band lecchesi The Gee e The Mako Sharks, entrambi stanchi del proprio status di cover band, i Biglietto per l’inferno sono riusciti a farsi valere ed apprezzare attraverso una lunga serie di concerti in Italia e in Svizzera, sin dal mitico concerto al Be In del ’74 organizzato dagli Osanna.
Proprio le esibizioni live erano le situazioni ideali dove esprimere l’energia e il suond caratteristico della band lecchese. Il leader carismatico Claudio Canali è ancora ricordato come animale di palco, vero trascinatore di anime inquiete, il tastierista “Baffo” Banfi era invece solito apparire negli show con un mantello rosso e corna da diavoletto. Il tutto era condito con effetti, al tempo veramente speciali, quali il famoso effetto fumo che era prodotto dietro le quinte da un paziente lavoro di… pensate un po’… saldatore!!

Il sound della band di Lecco è una sapiente miscela di rock energico sconfinante nell’hard, atmosfere ecclesiastiche ricche di organo e pianoforte e altre più vigorose e progressive. La voce di Claudio Canali è dotata di grande estensione e, pur districandosi nei pastorali toni medi, offre il meglio di sé quando si lancia negli acuti più imprevedibili impostati sul modello di Ian Gillian.  Una bella varietà di timbriche e sonorità sono espresse dal duo “Baffo” Banfi e “Pilly” Cossa alle tastiere, molto eleganti nel creare i giusti sottofondi e mai stucchevoli quando conducono le linee principali. Caso particolare anche quello di Marco Mainetti alla chitarra che, pur senza il bisogno di tecnicismo, riesce spesso ad essere il protagonista talvolta con i ricchi arpeggi, talvolta con gli accordi distorti e carichi di groove ritmico.
L’importanza della chitarra elettrica infatti è spesso trascurata nel movimento progressive, in parte per reazione alla beat e alle forme più stereotipate del rock dell’epoca, in parte per necessità di trovare nuove timbriche ed esprimere nuove esigenze ad esempio con i fiati o con i sintetizzatori moog di recente invenzione. In particolare nel fenomeno italiano sono ancora meno i gruppi che si ricordano per il massiccio uso della chitarra elettrica, di questo filone possiamo citare la PFM,  Il Rovescio della medaglia, i New Trolls, gli Osage Tribe e Le Orme nel solo periodo con Tolo Marton, tra l’altro non il più significativo.

 

I primi 3 brani dell’album Biglietto per l’inferno sono una sorta di evoluzione spirituale di un assassino che prima si mostra molto scettico nei confronti di chi giudica ed espia i peccati, ma poi sembra essere disposto se non altro ad essere aiutato. “Ansia” è l’ideale opening di questo grande lavoro, con un organo pastorale e una chitarra pulita che arpeggia e si fa sporca non appena le dinamiche si fanno più incalzanti. Ottimo è anche il giro di moog che anticipa il cantato appena accennato di Canali alle prese con la propria coscienza sporca.
Confessione” è il brano portabandiera della band ed un capolavoro in ogni sua sfaccettatura. Claudio Canali si fa frate confessore spronando il peccatore al pentimento, dopodiché recita la parte dell’assassino fiero e sprezzante dei decreti celesti, affermando di compiere reati pienamente giustificati in terra e alla maniera di Robin Hood: della serie “rubo ai ricchi per dare ai poveri”.
Il dialogo si snoda su di una base incalzante molto vicino all’hard rock che fa sbattere la testa anche al più placido degli appassionati. Così si narra: “Cosa dici fratello tu a hai ammazzato nel 5 ricorda ti è stato proibito, non posso salvarti dal fuoco eterno hai solo un biglietto per l’inferno.” La risposta quasi urlata è perentoria: ”Ascoltami frate e dimmi se questo lo chiami peccato o un nobile gesto, ho preso dei soldi da un ricco signore per dar da mangiare a un uomo che muore.”
La traccia si evolve attraverso sontuosi movimenti di pianoforte e cori di voci in falsetto molto d’atmosfera. Dopo un bell’assolo di chitarra distorta ci si avvia verso un finale stupendo infarcito di cambi progressive con pianoforte e moog che si alternano magistralmente come leader.
Gran bel brano anche “Una strana regina” in cui sembra avvicinarsi il pentimento dei tormenti del protagonista. Un inizio riflessivo e melodico in puro stile cantautore si alterna con un frenetico ritmo marcato dal flauto, suonato dallo stesso Canali, che riecheggia note di Ian Anderson.
Ma l’altra canzone simbolo dei Biglietto per l’inferno è la lunga “L’amico suicida”. L’inquietante introduzione seguita dalla voce suggestiva e velata di Canali che somiglia stranamente a quella di Biagio Antonacci. Il momento centrale è topico e il cantato epico e sprezzante è sostenuto dal basso vigoroso di Fausto Branchini e dalle onnipresenti tastiere dai più disparati effetti. È non poco emozionante inoltre il passaggio degli 8 minuti con una chitarra acustica che anticipa un flauto e una breve digressione nella follia che evoca quella del suicida.

 

Abbandonati dalla casa discografica che evidentemente non si aspettava più di quello già dato, composero altri brani ma il 45 giri inciso nel ’75 non vide mai luce. Solo nel 1992 esce il secondo disco ufficiale della band Il tempo della semina che tuttavia non riesce a ripetere la straordinaria unicità dell’album di debutto, Canali sembra meno ispirato e il suono ha perso quell’originalità dell’esordio. Resta comunque un buon album e brani come “L’arte sublime di un giusto regnare” e, in parte, “Il tempo della semina” si avvicinano alle sonorità che potrebbero fare la gioia dei fans più esigenti.
Dopo lo scioglimento Claudio Canali segue per un certo perido la strada del cantante componendo alcuni brani ma senza incidere alcunché. Intraprende un viaggio in Tibet, classico per quel periodo, e ne ritorna colmo di spunti spirituali. Nel 1990 dà prova che non è stato sufficiente diventare frate per il brano “Confessione” e prende i voti diventando frate sul serio. La notizia diffusa sui quotidiani e le riviste specializzate suscitò grande stupore presso i fans abituati a sentire la voce di Canali sprezzante verso il clero. Ma lui ancora è lì, nei pressi di Lucca, in un eremo dell’ordine di S.Benedetto con tanto di saio e barba lunga.
“Baffo” Banfi ebbe il suo momento di gloria poco dopo lo scioglimento del gruppo. Pubblica un album solista di musica elettronica e attira le attenzioni del gigante Klaus Shulze, promotore della kosmische musik e fondatore dei Tangerine Dream. Lo stesso Shulze produrrà altri due album a Banfi che intanto, dal ’79, ha ben saputo dare un occhio concreto ai proventi sbarcando il lunario facendo il fonico per Mina.

 

postato da: Bayreuth alle ore 13:34 | link | commenti (4)
categorie: 9 biglietto per l inferno